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| domenica, 04 dicembre 2005 _ 20:40_ |
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fai rimbalzare sulla mano il sacchetto col gesso, quello per asciugare le mani. una, due, tre volte, prima di gettarlo per terra. poi prendi la palla, fra indice medio e pollice, la rigiri per accomodarla, la batti due o tre volte sul guantone che indossi all'altra mano. guardi il ricevitore, là in lontananza, che ti osserva pronto. poi carichi il lancio. ruoti indietro la spalla, sollevi la gamba opposta, prendi fiato e concentrazione e finalmente -- porti il busto in avanti e tiri. con tutta la forza. un lancio bellissimo. ma là in fondo, il ricevitore non è altri che te, la tua vetrina, e la palla è la tua insofferenza, è un sasso. che tu stessa hai lanciato mille e mille altre volte prima, senza che tutto sommato facesse troppi danni. e invece stavolta il ricevitore non regge il colpo, e va in pezzi. i frantumi della mia vetrina sono merito di tanti. di carlo che mi ha strappato l'anima e il sorriso, di me stessa che me li sono lasciati strappare; e dei tempi sbagliati, dei posti già occupati, di tutti coloro che dovevano esserci e non c'erano, e ancora non ci sono; di tutti coloro che, quando c'erano, hanno fatto solo danni. io ringrazio tutti, sentitamente. e ricomincio da qui, con un pò più di rabbia ma anche un pò più di respiro.
(aggiornate i link, e i preferiti, ecco... se vi va... u_u) |
postato da lapitzi | 6 commenti
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